Rubrica Angelblu - EROS è il figlio della notte e del vento

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L'amore che cos'è?
Secondo il mito di Orfeo, EROS, il dio dell'amore, è figlio della notte e del vento. Il vento va ovunque, è nella dimensione aerea, può colpire chiunque e in qualsiasi momento. La notte, madre di EROS, appartiene all'inconscio, all'inconsapevole.
"La notte depose un uovo d'argento nell'immenso grembo dell'oscurità della notte", spiega Stefania Peruzzi, psicoterapeuta junghiana.
"Quando EROS, dalle ali d'oro, uscì dall'uovo svelò tutto quello che vi era racchiuso: cielo, terra e l'intero universo. Per cui EROS rappresenta il principio dinamico della vita. Dunque, quando nasce l'innamoramento noi proiettiamo una parte inconscia in una persona. Vediamo in Lei (o in Lui) una nostra parte inconscia che ci sembra rappresentata, proiettata.
E quindi ci innamoriamo di una cosa irreale, una sensazione che abbiamo messo dentro noi e che magari la persona dalla quale siamo attratti non ha ".
Col tempo che cosa succede?
"Se c'è una corrispondenza oggettiva fra l'immagine che avevamo proiettato e quello che realmente c'è, allora il sentimento aumenta, si consolida e nasce l'amore", risponde la psicoterapeuta. "Altrimenti si esaurisce.
Per questo l'amore è un'esperienza misteriosa, che trasforma e travolge".


(D.CA.)

ARTICOLO TRATTO DAL QUOTIDIANO GIORNALE L'ARENA DEL 13.02.2002